La natura è sempre la risposta giusta

Torno sul blog dopo una lunga assenza, coincisa con un periodo di grande riflessione su Cosmobio, sulla direzione in cui sta andando la cosmesi eco-biologica e tutto il mondo del bio in generale.

Facciamo un passo indietro: era l’ormai lontano 2011 quando iniziai ad accarezzare l’idea di aprire un e-commerce di prodotti ecobio, idea che si concretizzò agli inizi del 2013, quando nacque Cosmobio. Ero mossa da un notevole entusiasmo, dall’amore per la natura, dalla convinzione, che conservo tuttora, che i piccoli gesti quotidiani sono più che mai necessari per rendere il mondo un posto migliore.

La scelta dei marchi e dei prodotti da inserire nel catalogo fu molto semplice: le aziende di cosmesi bio erano pochissime e producevano una varietà minima di prodotti, per lo più basilari: creme viso, qualche siero, struccanti, shampoo, balsami, bagnodoccia, creme corpo, creme mani e poco altro. E così iniziai la mia avventura nel mondo bio, prima solo con il sito e-commerce e poi aprendo anche il punto vendita a Eboli.

A.d. 2019. Le aziende di cosmesi bio si sono moltiplicate a dismisura, e ognuna offre una gamma e una varietà di prodotti impressionante: millemila creme, gel, fluidi e spray per lo styling dei capelli mossi, ricci, lisci, grassi, secchi, trattati, con doppie punte; per il viso innumerevoli sieri, tonici, lozioni, formule bifasiche, mousse, acque micellari, maschere in polvere, in crema, in tessuto…

Insomma, viene da chiedersi: qualcosa è cambiato? Sì, decisamente. Senza contare il fatto che il boom di offerte del mondo bio (boom che deriva sicuramente da una crescita della domanda) ha portato una notevole offerta anche da parte di aziende che di etico hanno ben poco (qualcuno ha parlato di greenwashing?) e nel mondo della grande distribuzione.

Questa situazione ha fatto sgorgare in me un mare di dubbi: ha ancora senso quello che faccio? Vale la pena restare in un mondo in cui si devono tenere gli occhi bene aperti per capire quale azienda nasce per seguire “la moda” e cavalcare l’onda e quale invece è guidata da un’etica e da una mission ben precisa di tipo etico, ecologico e sociale?

L’estate appena trascorsa mi ha vista spesso intenta a riflettere su questo, a cercare di capire cosa ci faccio qui e se ha ancora senso parlare di bio, di etica, di ecologia, a chiedermi se quello che faccio per lasciare un mondo migliore sia abbastanza.

Una risposta certa non sono riuscita ancora ad averla, ma mi sono detta che è bene comunque andare avanti, che nonostante tutto continuerò a valutare con calma l’uscita dell’ultimo prodotto di grido e capire se valga la pena inserirlo in negozio. Mi sono detta che credo nell’impronta più leggera che possiamo lasciare su questa terra, che l’impatto zero è praticamente impossibile ma che possiamo avvicinarci a questo zero. Sono ancora convinta che non possiamo fare tutto, ma possiamo fare tanto, senza colpevolizzarci troppo, ma cercando nel nostro piccolo di portare sempre a termine delle buone pratiche.

Per tutto questo ha ancora senso per me fare quello che faccio, al meglio e con tutta l’onestà possibile, verso me stessa e verso gli altri.

“Utilizza prodotti il più naturale possibile, fai del bene a te stessa e all’ambiente. Bada bene che l’ambiente non è un corpo estraneo, è il mondo in cui vivi, ti coinvolge in prima persona.”

“Non riempire l’armadietto di prodotti, non serve. Scegli l’essenziale, coccolandoti anche quando puoi, e cerca sempre di terminare un prodotto prima di acquistarne un altro. Vale sia per i cosmetici che per i detersivi, eh! A cosa ti serve avere quattro detersivi per il bucato?”

“I prodotti “tradizionali” inquinano sempre di più: per le materie prime che utilizzano, per i processi di produzione, per il packaging non sostenibile, per ciò che finisce negli scarichi e nei mari quando li utilizziamo. Pensa solo a quanta crema solare finisce nel mare quando ci facciamo il bagno. Perché dovrei scegliere di danneggiare me stessa e l’ambiente quando ci sono le alternative eco-bio?”

Fino a quando posso dare questo tipo di consigli ai miei clienti e anche solo la metà di loro ne percepisce e ne mette in pratica uno solo, tutto questo avrà ancora senso.

To be continued…